• Homepage
  • > Salute e Bellezza

Sveliamo il trucco

Seconda parte - Il make-up è probabilmente la perla più sfavillante e bella nel complesso universo della cosmetologia

di Diana Malcangi


L’innovazione dei prodotti
A questo punto, volendo riportare il discorso su aspetti propriamente tecnici del prodotto cosmetico e di certo più lievi, passiamo ad osservare una caratteristica particolare del make-up, cioè come la creatività non si sviluppi solo nella formulazione, ma l’innovazione di prodotto coinvolga molti reparti aziendali.
Prendiamo ad esempio il percorso di un ombretto in un’azienda di produzione per conto terzi: nel laboratorio di ricerca vengono selezionate le materie prime e creata la formula-base che risponda alle richieste dell’area commerciale o dell’area marketing. Possono essere anche gli stessi ricercatori a proporre nuove formulazioni.
Il laboratorio seleziona inoltre la tipologia di colore da utilizzare in quella formula, sceglie ad esempio se utilizzare un pigmento puro o rivestito con particolari agenti. Valuta inoltre o propone modi diversi di utilizzare un prodotto, nuovi “gesti” di bellezza. Nel laboratorio di sviluppo colore si crea, appunto il colore: il “colorista” è una persona specializzata, richiestissima dalle aziende di settore che, relazionandosi direttamente con l’area commerciale o l’area marketing, mette a punto il colore esatto, nella giusta gradazione richiesta, mediante miscelazione nelle adeguate proporzioni dei pigmenti selezionati dal laboratorio di ricerca.
Nel reparto industrializzazione si effettuano “prove di produzione”, ovvero si replica la formula in quantità maggiore (rispetto a quella prodotta in laboratorio per la realizzazione dei prototipi). Qui in pratica si fa in modo che la texture e il colore, approvati dal marketing su prototipo, restino invariati anche quando si passa alla produzione automatizzata di grossi volumi. In questo reparto inoltre si testano nuovi macchinari, nuovi metodi di compattatura, eff etti di composizione e di accostamento dei colori, sistemi di decorazione della cialda, e così via.
Nel reparto produzione si realizzano in modo automatizzato i grandi quantitativi di prodotto, dalla preparazione della formula defi nitiva in bulk, alla pressatura in cialda, a eventuali disegni in superficie, decorazioni particolari, ecc. Qui avviene finalmente il confezionamento primario e secondario, e il prodotto è pronto per essere immesso sul mercato.
Nello sviluppo di un cosmetico da trucco entrano quindi creatività, immaginazione, tendenze della moda, tecnologie formulative e produttive, materie prime, strategie commerciali, che si innestano le une dentro le altre in un meccanismo globale. Riguardo alle formulazioni, possiamo finalmente svelare il “trucco”, raggruppandole in famiglie a seconda della loro forma fisica.

Polveri
Cipria, ombretto, fard (blush), terra (bronzer), fondotinta in polvere, polveri illuminanti: sono miscele di polveri minerali, sintetiche o vegetali preparate mediante miscelazione meccanica, ventilazione, setacciatura. Talvolta sono sottoposte a micronizzazione, per ridurre le dimensioni delle particelle migliorando la stesura e la morbidezza al tatto. Oltre ai pigmenti (i quali, mescolati tra loro in diverse proporzioni, generano il colore nella giusta sfumatura) vengono aggiunti leganti, solitamente oli, per migliorare la scorrevolezza sulla cute e respingere l’umidità. A tale scopo si possono anche utilizzare direttamente polveri “rivestite”, in cui le particelle sono ricoperte, fisicamente o chimicamente, da un agente idrorepellente. Possono essere presenti anche sostanze funzionali liposolubili, aggiunte in fase di produzione mediante dispersione nella fase olio.
L’umidità eventualmente assorbita dalle polveri è anche il motivo per cui si è spesso costretti ad aggiungere conservanti, in quanto l’acqua è il fattore determinante per la proliferazione di batteri, muffe e lieviti.
L’innovazione e la “bellezza” estetica del prodotto risiedono anche nell’uso di pigmenti perlescenti o iridescenti, composti da lamelle di mica sulle quali sono depositati vari strati di ossidi di ferro, che generano particolari effetti di colore e di riflessione della luce.
Tali miscele possono essere polveri libere, non pressate, le cosiddette loose powders di nuova generazione. Un esempio sono i “fondotinta minerali”, il cui prelievo avviene mediante fuoriuscita della polvere libera da un tappo forato.
Oppure possono essere le classiche polveri pressate, come le ciprie compatte, i fard, i bronzer e gli ombretti, presentati quasi sempre in una cialda metallica: in questo caso viene preparata una miscela in polvere necessariamente addizionata di un legante (oli naturali o sintetici), il quale permette poi al prodotto di essere facilmente comprimibile nella cialda mediante pressione meccanica. Le nuovissime forme di cosmetico in polvere sono rappresentate dai cotti, una nuova tipologia di prodotto dalle eccezionali performance di morbidezza al tatto, al prelievo e nella stesura. Vengono preparati mediante l’ausilio della tecnica della cottura al forno a una determinata temperatura anziché della pressione meccanica. Questo procedimento permette anche di ottenere forme particolari e volumi maggiori, oltre a una eccezionale soffi cità dovuta alla presenza di aria tra le particelle di prodotto. Una delle novità più recenti è poi quella di utilizzare prodotti wet & dry, vale a dire ciprie, ombretti, fondotinta in polvere, pressati o cotti, formulati in modo da poter essere utilizzati con la spugnetta asciutta (dry), per un effetto più superfi ciale, oppure bagnata (wet), per un eff etto di maggiore aderenza.

Prodotti fluidi e lipogel
Si tratta di prodotti di consistenza fluida solitamente presentati in flaconetta dotata di un applicatore, come ad esempio i lip-gloss trasparenti e colorati, rossetti e correttori fluidi, e alcuni tipi di ombretti e eye-liners liquidi. La base è costituita da oli vegetali o sintetici mescolati con sostanze lipogelifi canti (bentoniti, silici pirogeniche, polimeri, oli idrogenati, saponi di zinco e di alluminio, ecc.), che rendono gli oli più viscosi. Possono inoltre essere presenti solventi per migliorare l’adesività del prodotto sulla pelle, e corpi cerosi per dare consistenza al prodotto oltre che protezione alla cute. Nei prodotti colorati sono presenti anche pigmenti minerali, coloranti, lacche e pigmenti perlescenti. Nei prodotti di pregio possiamo trovare anche qui sostanze funzionali liposolubili.

Colati e forme solide
Si tratta di tutte le forme rigide, come ad esempio i rossetti, i balsami labbra, i correttori in stick, le matite da trucco. I componenti principali sono i pigmenti, naturali o sintetici, mescolati con oli e corpi cerosi strutturanti, naturali o sintetici. La miscelazione avviene a temperature elevate, per permettere alle cere di fondere: la presenza dei corpi cerosi è necessaria per conferire struttura rigida e resistenza al calore, consentendo comunque il rilascio di prodotto durante l’uso; anche il colaggio negli stampi avviene a temperature elevate quando la massa è fusa. Quando il prodotto si raffredda, la consistenza finale deve comunque rimanere morbida, oppure il prodotto deve ammorbidirsi a contatto col calore della pelle. Anche in questo caso possono essere presenti sostanze funzionali liposolubili e pigmenti perlescenti.

Emulsioni
Mascara e fondotinta sono forme fisiche complesse: si tratta di emulsioni, formulazioni cioè che prevedono l’intima e stabile miscelazione di almeno due fasi, l’acquosa e l’oleosa, a cui va aggiunta la terza fase, i pigmenti. Questi ultimi devono essere dispersi in modo omogeneo nella struttura del prodotto e soprattutto non depositarsi, sospesi e intrappolati nella struttura dell’emulsione. In un mascara sono in genere presenti particolari polimeri filmanti, i quali avvolgono le ciglia in una pellicola flessibile che ne aumenta il volume e al contempo le separa.

Le nuove materie prime
L’innovazione nelle formule make-up risiede oggi nell’impiego di materie prime nuove e nella contaminazione tra i generi: non basta che il prodotto colori, oggi il mercato chiede funzionalità protettive, lenitive, idratanti, rinforzanti, e allora un fondotinta viene proposto come un trattamento viso, e un rossetto con le stesse funzionalità di un burrocacao. A questo scopo si inseriscono in formula sostanze funzionali idrosolubili o liposolubili a seconda del tipo di prodotto.
Altra innovazione, come già accennato, è rappresentata dalle tecniche di rivestimento dei pigmenti, che offrono infinite possibilità per ottenere performances speciali di adesione, o scorrevolezza, o morbidezza, oppure particolari effetti di luce perlescenti o cangianti. Come materie prime di base si utilizzano inoltre particolari texturizzanti, i cosiddetti filler, i quali oltre a dare particolari performances di scivolosità e adesione permettono la stesura del prodotto in maniera più fluida, grazie alla struttura lamellare o sferoidale delle particelle (nitruro di boro, metacrilati, nylon); in virtù di questa loro conformazione, essi riempiono i solchi cutanei e alcuni hanno la particolare caratteristica di disperdere la luce mediante l’effetto soft-focus, regalando alla pelle un aspetto di eccezionale levigatezza e uniformità. Di certo un mezzo che consente alle donne, e oggi anche agli uomini, di avvicinarsi a un ideale di bellezza e giovinezza più corrispondente ai canoni estetici di oggi.

Fine seconda parte. 

Torna alla prima parte


13 agosto 2010