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Mazda 3 MPS

La linea è quella della conosciuta Mazda 3, con alcuni dettagli che la rendono riconoscibile e che l’incattiviscono. 

di Massimo Delbò


La linea è quella della conosciuta Mazda 3, con alcuni dettagli che la rendono riconoscibile e che l’incattiviscono. Alla fine il risultato è quello di una piacevole hatchback, 5 porte, 4,50 metri, con un frontale corto ed incattivito dalla presa d’aria sul cofano, che sembra presa direttamente dalla RX 7, la supersportiva Mazda di alcuni anni fa, e dalla grande presa d’aria-mascherina inferiore. L’insieme risulta più aggraziato nei colori scuri; quelli chiari, esaltando le differenze con il nero della plastica, la rendono fin troppo pesante. In coda, sulla parte superiore del lunotto, la parte più vistosa, con un grande alettone arrotondato, ad incorniciare il lunotto. Sotto il paraurti posteriore, il doppio grande terminale di scarico, ad incattivire ulteriormente l’insieme. I fari posteriori, bianchi, sono fin troppo vistosi e tradiscono il gioco di dissimulazione. La parte più bella dal punto di vista estetico, è sicuramente la fiancata; il taglio dei vetri che si rastrema versa il posteriore, la doppia scalfatura che solca le portiere, sono preziosismi stilistici oggi rari da trovare. Il disegno dei cerchi in lega, da 18”, è riservato alla MPS.

Vediamo il motore:
La MPS riprende il motore della serie precedente, con pochissime modifiche, soprattutto legate alla coppia ed alla fluidità di erogazione. Si tratta di un 4 cilindri in linea, anteriore trasversale, di 2261 cc, con un rapporto di compressione di 9,5:1. Sviluppa una potenza massima di 260 Cv, che giusto per inciso equivale ad un “bel” 120 Cv/litro... a 5.500 giri/min., ed una coppia di 38,8 Kgm a 3.000 giri. Per raggiunger questi valori, Mazda ha utilizzato tutto quanto in suo potere e nelle conoscenze del suo centro studi. Iniezione diretta di carburante DISI, turbocompressore con intercooler, 4 valvole per cilindro con doppio albero a camme in testa, tutto assieme in un propulsore molto compatto con basamento e testa in lega leggera. Le sospensioni sono indipendenti sulle 4 ruote, con quelle anteriori di tipo MacPherson e quelle posteriori con sistema multilink. A complemento, molle elicoidali, ammortizzatori monotubo a gas e barra antirollio (sia anteriore che posteriore).Lo sterzo è a cremagliera con servoassistenza elettroidraulica, e questo permette un’ulteriore raffinatezza. Il problema classico, con questo tipo di vetture, è quello di evitare il sottosterzo e limitare il patinamento in accelerazione. Integrando il lavoro delle centraline, Mazda è riuscita a creare un dispositivo coordina il lavoro del differenziale autobloccante e che limita la coppia motrice nelle prime tre marce, andando a scemare man mano che si sale di rapporto, semplicemente bloccando la pressione del turbo. Questo limitatore “di coppia” ragiona anche sulla base dell’angolazione dello sterzo, cosicché a volante dritto, il taglio è meno marcato, per crescere man mano che si gira.  Il sistema ha qualche limite e, spingendo seriamente, cosa possibile ormai solo in pista, non è immune da critiche. Il telaio ha subito delle modifiche per resistere alle sollecitazioni maggiori. Si tratta di rinforzi o particolari di foggia identica a quelle delle normali Mazda 3, solo che sono realizzati in acciaio ad alta resistenza. Li troviamo nei montanti delle sospensioni e nelle traverse sopra il parafiamma anteriore o nella traversa posteriore, nel giro porte, nel tunnel centrale del cambio e nei parafanghi anteriori. Il che porta il peso al non leggerissimo risultato di 1385 Kg, che non sono pochi; i freni sono abbondanti e autoventilati da 320 mm davanti e 280 mm dietro.        
Il consumo medio è di 9,6 l/100 Km ed emissioni di Co2 di 224 gr/km, che equivale ad una categoria energetica F. Sarebbe ipocrita far finta di non sapere che sfruttando veramente il motore, questi risultati sono una chimera. Il serbatoio carburante, maggiorato di 5 litri rispetto alle normali 3, con i suoi 60 litri garantisce una discreta autonomia.  

Sicurezza:
Come sempre, parlando di vetture prestazionali, impossibile dire dove le accortezze legate alla tenuta di strada ed alle prestazioni di frenata sono legate alla sicurezza od al desiderio di togliere qualche decimo al giro in pista. Comunque considerando che alla fine il 99,9% del tempo si guida su strada, ben vengano questo tipo di attributi. La scocca è rinforzata a garantire un’ulteriore protezione agli occupanti. All’interno, i sedili sportivi ben avvolgenti, trattengono bene e sono dotati dei poggiatesta attivi; le cinture sono a 3 punti con sistema di pretensionamento e limitatore di forza. Nel’abitacolo, 6 airbag: frontali, laterali anteriori, a tendina anteriori e posteriori e, sul sedile posteriore due attacchi Isofix per i seggiolini dei bambini. I freni sono assistiti da ABS con ripartizione elettronica della forza frenate EBD ed assistenza alla frenata di emergenza, oltre che del segnalatore di arresto d’emergenza ESS. La centralina, coordinata tra differenziale autobloccante e ABS comanda il controllo della stabilità DSC e della trazione TCS. A completare la dotazione, il sistema di monitoraggio della parte posteriore del veicolo RVM, ed il sistema di controllo della pressione dei pneumatici.

Interni:
La MPS deriva dalla 3, giustamente ne mantiene gli aspetti migliori di confort abitabilità e spazio. L’interno è ben rifinito ed offre un aspetto sportivo con impunture rosse ed inserti simil carbonio ed alluminio in varie componenti. Bella strumentazione, con i due strumenti principali ed il computer di bordo racchiusi sotto una palpebra posta dietro al volante. L’assetto è rigido, come ci si aspetta su una vettura di questo genere, ma non è spacca schiena. Di serie c’è praticamente quasi tutto, con la possibilità di “togliere il quasi” aggiungendo i due pacchetti, Easy e Techno. Così facendo la 3 MPS diventa veramente ricca mantenendo un prezzo di acquisto più che accettabile. L’unica casella degli accessori che sarebbe ancora possibile cliccare è legata ai sensori di parcheggio anteriori. Poco raggiungibili i comandi della climatizzazione, molto vicini alla leva del cambio Il sedile posteriore è abbattibile 60/40 e permette di ingrandire il vano di carico, che ha una capienza variabile tra i 340 (che diventano 300 se si adotta l’impianto stereo Bose) ed i 1360 litri. 

Garanzie:
3 anni o 100.000 Km, a seconda di quale valore si raggiunge prima. Durante questo periodo è disponibile Mazda Europe Service, che garantisce il soccorso stradale ed il recupero della vettura in caso di guasto.  Eventuali accessori, anche Mazda, sono garantiti un anno. 

SCHEDA TECNICA
Motore: 4 cilindri in linea, 2,3 litri (2261 cc). 260 Cv a 5.500 giri/min. Doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro, alimentazione ad iniezione diretta di benzina DISI. Turbocompressore con intercooler. Trasmissione: Cambio manuale a 6 rapporti, trazione anteriore, differenziale autobloccante. Peso a vuoto 1470 Kg. 
Allestimenti: Un solo allestimento disponibile, MPS 
Prezzo CHF (TVA inclusa): MPS da39.550 a cui si devono obbligatoriamente aggiungere 650 CHF di vernice metallizzata o mica. Accessori principali: pacchetto Techno Pack (sistema di navigazione con schermo 4,2” e comandi al volante, Sistema audio Bose premuim con 10 altoparlanti, caricatore 6 CD e Bluetooth) 1900 CHF, pacchetto Easy Pack (Keyless entry e pulsante d’avvio, fari bi-xeno adattivi) 1665 CHF.  
Colori disponibili: non esiste un colore “di serie” già incluso nel prezzo. La spesa di 650 CHF è quindi obbligatoria, e permette la scelta tra 4 tinte: Aluminium Metallic cod. 38P, Black Mica cod. 16W, Chrystal White Pearl Mica cod. 34K, Velocity Red Mica cod. 27A.  

Mazda 3 MPS
La linea è quella della conosciuta Mazda 3, con alcuni dettagli che la rendono riconoscibile e che l’incattiviscono. Alla fine il risultato è quello di una piacevole hatchback, 5 porte, 4,50 metri, con un frontale corto ed incattivito dalla presa d’aria sul cofano, che sembra presa direttamente dalla RX 7, la supersportiva Mazda di alcuni anni fa, e dalla grande presa d’aria-mascherina inferiore. L’insieme risulta più aggraziato nei colori scuri; quelli chiari, esaltando le differenze con il nero della plastica, la rendono fin troppo pesante. In coda, sulla parte superiore del lunotto, la parte più vistosa, con un grande alettone arrotondato, ad incorniciare il lunotto. Sotto il paraurti posteriore, il doppio grande terminale di scarico, ad incattivire ulteriormente l’insieme. I fari posteriori, bianchi, sono fin troppo vistosi e tradiscono il gioco di dissimulazione. La parte più bella dal punto di vista estetico, è sicuramente la fiancata; il taglio dei vetri che si rastrema versa il posteriore, la doppia scalfatura che solca le portiere, sono preziosismi stilistici oggi rari da trovare. Il disegno dei cerchi in lega, da 18”, è riservato alla MPS. 
 

27 agosto 2010